14) Autolesionismo

PROSEGUE…

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Autolesionismo.

Come precedentemente detto il corpo viene vissuto come un fardello, una prigione ma al contempo dispensatore, se esattamente stimolato, di piacere. L’unico dolore dal quale non si riesce a fuggire e infonde una percezione di penosa ineluttabilità, rimane sicuramente quello psichico. Ma l’attribuzione di responsabilità o comunque l’eziologia presupposta è esogena. Ed il corpo viene percepito come esogeno. Le scissioni interne hanno la loro onda lunga nella scissione corpo – mente. Il corpo viene punito come specchio nel quale questi soggetti si confrontano nella realtà. E tentano di sfuggirne, di differenziarsi. Vedono un persecutore, lo attaccano. Lo specchio li inganna: non è altro da Sé.

La mancata elaborazione del lutto riguardo la perdita di parti infantili, a favore di sovrastrutture imposte, spiana la strada ad attività mortifere. L’equilibrio tra l’istinto di vita e il Thanatos viene meno e si ha uno sbilanciamento verso l’attitudine già strutturalmente avvantaggiata. Definendo il suicidio come un estremo tentativo di richiesta di aiuto basterà anche in questo caso posizionare sullo stesso continuum una data pratica. Quindi non ci dovrà interessare quanto sia pericoloso oggettivamente un comportamento, ma quanto lo sia nella volontà psichica: è chiaro che un piercing è decisamente più innocuo di una tossicodipendenza da eroina. Ma è sempre una profanazione violenta del proprio corpo e come tale va analizzata. Nonché spesso si associa ad una predisposizione alla violenza, allo scontro fisico e in generale a condotte potenzialmente pericolose aprendo le porte a considerazioni sulle strutture sadico – masochistiche interessate.

Come tutte le condotte patologiche, ad esempio la nevrosi è la migliore delle soluzioni possibili, nostro malgrado come già sottolineato, questi comportamenti hanno una loro qualità vitale. Una precisazione: non è in contraddizione con quanto su detto visto che di un contesto di equilibrio dinamico stiamo parlando. Alterato, ma sempre di un sistema meccanico regolato da leggi fisiche, dove c’è uno zero ed un uno ma solo nella loro tendenza, alle quali non sfuggono le strutture psichiche.

Qual è l’aspetto vitale? Il tentativo di autoindursi piacere. Per alleviare le proprie pene. Non approfondirò il come le sostanza psicotrope possano indurre piacere (è lapalissiano) ma indagherò più approfonditamente altri comportamenti più enigmatici.

CONTINUA…

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